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Mamme over 40: grossi rischi per il cuore

© Cover Media

Secondo un nuovo studio, una gravidanza dopo la soglia degli «anta» è pericolosa per la salute futura delle madri.

Avere un bambino dopo i 40 anni può aumentare il rischio di infarto e ictus più tardi nel corso della vita. Lo riportano gli scienziati della University of Minnesota, negli USA, che hanno analizzato i dati relative a 72mila donne, di cui 3300 casi di gravidanza ad un’età avanzata.

La ricerca, condotta per conto dell’iniziativa per la salute femminile US Women’s Health Initiative Study, si è estesa per un periodo pari a 12 anni. Secondo i risultati, la percentuale di rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare, un ictus, un infarto o un’emorragia cerebrale è pari al 40-70% in più per le donne che restano incinte dopo i 40 anni. In più, i ricercatori hanno rilevato un sorprendente incremento nella percentuale del rischio di sviluppare una trombosi – gravissimo problema causato da un occlusione dei vasi sanguigni che impedisce la normale circolazione del sangue – pari a circa il 60%.

La ricerca è stata presentata alla conferenza scientifica di Los Angeles American Stroke Association Meeting.

«Sapevamo già che le donne più mature corrono un rischio maggiore di incappare in vari problemi di salute durante la gravidanza», ha spiegato il professor Adnan Qureshi, leader della ricerca e direttore dell’istituto di ricerca Zeenat Qureshi Stroke Institute, in Minnesota.

«Ora sappiamo anche che le conseguenze di una gravidanza nel corso di questi anni può avere un impatto negativo anche nella vita futura di queste donne. È bene dunque che si abbia la consapevolezza di questi rischi e che si prendano provvedimenti al fine di migliorare la propria salute cardiovascolare».

Tanto può essere fatto, a parere dei ricercatori, a partire dallo studio del nostro medico di famiglia.

«Si deve rimanere vigili nel corso degli anni ed esaminare più accuratamente la salute di queste donne, al fine di tenere a bada i rischi e, eventualmente, intervenire per prevenire ictus e altre malattie legate al cuore», ha concluso Qureshi.